
Certo non li si può immaginare, sdraiati proni o supini, quieti, nell’atto di ricevere un trattamento shiatsu. Per loro, una noia mortale! Bisogna quindi seguire il loro movimento, la loro esplorazione (seppur in quest’ambito sia limitata allo spazio di lavoro delimitato dal futon di circa 3 x 2 mt).
Li si accompagna così, nel loro naturale movimento e si integrano, sempre nel gioco, tecniche proprie dello shiatsu seppur adattate a queste piccole meraviglie. Lo stesso principio vale per la pressione dei punti ad azione energetica codificata (agopunti) che deve essere delicatamente integrata nell’ambito di uno spazio che alterni la quiete ed il movimento, il contenimento e l’esplorazione.
leggi ancora...