
Prima di tutto questo però, occorre sviluppare, come operatori, una capacità che spesso è messa in crisi dall’aspettativa dei genitori.
Si tratta della capacità di percepire se, in quel momento, il piccolo ha voglia di essere toccato o meno.
Inizialmente, una buona regola può essere quella di chiedere, molto semplicemente, al bambino se possiamo fargli un “massaggio” e ancora, se possiamo toccarlo.
Alcuni genitori potranno pensare che il bimbo sia troppo piccolo per capire e ancora meno per rispondere.
Eppure, se la nostra intenzione è chiara e se quella che si pone alla creatura è veramente una domanda, la sua risposta arriva al nostro cuore o, se preferite, al nostro sentire.
Così, se si è scelto di proseguire perché tutti consenzienti, anche gli incontri successivi (persino a distanza di anni) porteranno, probabilmente, buoni frutti.
concludendo...